Primo piano di una bacca matura di mirto, blu scura e lucida, tra le foglie verdi su sfondo nero
Primo piano di una bacca matura di mirto, blu scura e lucida, tra le foglie verdi su sfondo nero. Foto: Umberto Ferrando · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

La Sardegna ha una tradizione del vino antica e originale, con vitigni che nel resto d'Italia si incontrano poco o portano nomi diversi. Nel sud dell'isola, tra le colline del Sulcis, la pianura del Campidano e i rilievi alle spalle di Cagliari, nascono rossi caldi e profumati, bianchi freschi e sapidi e alcuni vini dolci di lunga storia. Non serve essere esperti per orientarsi: bastano pochi nomi, un po' di curiosità e la voglia di abbinare il bicchiere giusto al piatto giusto.

Il Carignano del Sulcis, il rosso del sud-ovest

Se c'è un vino che racconta questo angolo di Sardegna, è il Carignano del Sulcis. La denominazione di origine controllata esiste dal 1977 e comprende diversi comuni del sud-ovest dell'isola, tra cui Teulada, Sant'Antioco, Calasetta, Carloforte e Carbonia: un territorio vicino a Chia, appena oltre i promontori di Capo Spartivento e Capo Malfatano. Il disciplinare prevede che il vino sia ottenuto in larga prevalenza da uve Carignano, con al massimo una piccola quota di altre uve a bacca nera, e che le viti siano allevate ad alberello, la forma bassa e raccolta che resiste bene al vento e al sole.

Ne nascono rossi intensi e morbidi, con profumi di frutta matura e macchia mediterranea. La denominazione prevede però anche versioni rosate, novelle e passite. Il rosso è il compagno naturale dei piatti di terra: malloreddus alla campidanese, carni alla brace, pecorino stagionato. Il rosato, servito fresco, sta bene anche con il pesce più saporito.

Cannonau e Vermentino, i nomi più conosciuti

Il Cannonau di Sardegna è il rosso più celebre dell'isola. La DOC copre tutta la regione e prevede almeno l'85% di uve Cannonau, che salgono al 90% per la tipologia Classico. Le zone più rinomate si trovano nel centro-est, ma lo si incontra in ogni carta dei vini anche al sud: è un rosso caldo e fruttato, di grado alcolico spesso importante, ideale con arrosti e sughi di carne.

Il Vermentino di Sardegna è invece il bianco più diffuso, prodotto in tutta l'isola con una percentuale di Vermentino compresa tra l'85 e il 100%. Fresco, sapido, con note di agrumi e di erbe, è il vino da tenere in frigo per le cene d'estate a base di pesce, fregola con le arselle e bottarga. Da non confondere con il Vermentino di Gallura, prodotto nel nord-est e unica DOCG dell'isola.

Gli altri vini del sud

Attorno a Cagliari si coltivano vitigni meno noti fuori dall'isola ma molto radicati qui. La Monica dà rossi leggeri e profumati, piacevoli anche leggermente freschi nelle sere calde. Il Nuragus è un bianco delicato, tradizionale del Cagliaritano, perfetto con gli antipasti di mare. E per chi ama i vini da fine pasto, il sud custodisce anche denominazioni dolci come il Nasco di Cagliari e il Girò di Cagliari, ottimi con i dolci di mandorla e con le seadas.

Il mirto, il liquore della macchia

Il mirto (Myrtus communis) è un arbusto sempreverde della macchia mediterranea, con foglie lucide e aromatiche. Fiorisce tra maggio e giugno con piccoli fiori bianchi profumati, mentre le bacche scure maturano tra novembre e gennaio. Camminando sui sentieri delle colline intorno a Chia è facile riconoscerlo: basta strofinare una foglia tra le dita per sentirne il profumo resinoso.

Dalle bacche mature, lasciate in infusione nell'alcol e poi addolcite, nasce il mirto rosso, il liquore scuro e aromatico che chiude quasi ogni cena sarda. Il disciplinare del Mirto di Sardegna prevede che raccolta, lavorazione e imbottigliamento avvengano sull'isola, senza coloranti né aromi aggiunti. Esiste anche un mirto bianco, più chiaro, erbaceo e meno diffuso, ottenuto soprattutto dai germogli della pianta. Entrambi vanno serviti molto freddi, in piccoli bicchieri.

Come abbinare, e cosa portare a casa

Se volete una regola semplice, ragionate per colori. Vermentino e Nuragus con antipasti di mare, fregola e pesce alla griglia; rosati e Monica con le paste al sugo e i pesci più saporiti; Carignano e Cannonau con carni, salsicce e pecorino; i vini dolci e il mirto alla fine, con i dolci. Ricordate solo che i rossi sardi hanno spesso una gradazione importante e che qui ci si muove quasi sempre in auto: la sera giusta per un calice in più è quella in cui si resta a casa.

Ed è proprio a casa che il vino locale dà il meglio. Nel giardino privato di Chia Casa Iride, sotto il pergolato coperto con tavolo e sedie, una bottiglia di Vermentino accompagna bene il pesce cotto sul barbecue, mentre nella cucina completamente attrezzata il mirto aspetta, ben freddo, l'ultima sera. Il consiglio pratico per il ritorno: in valigia una bottiglia di mirto e una di Carignano viaggiano bene, avvolte in un asciugamano, e portano a casa un pezzo di Sud Sardegna.

I sapori del Sud Sardegna, anche a casa

La cucina di Chia Casa Iride è completamente attrezzata e in giardino c’è il barbecue; prodotti locali, frutta e verdura sono a circa 200 metri.